RICCARDO RUIU, “Che ridere Presidente” è il nuovo singolo dell’artista sardo

RICCARDO RUIU, “Che ridere Presidente” è il nuovo singolo dell’artista sardo

NEW ITALIAN TALENTS

“Che ridere Presidente” è un brano pop che si avvale degli arrangiamenti del musicista nuorese Stefano
Ferrari.

La genesi del brano risiede nella volontà di evidenziare e denunciare i malanni e le incongruenze che affliggono la società attuale italiana a ogni livello, e già dal titolo si può intuire il suo contenuto fortemente ironico nonché sarcastico. Sebbene a una prima lettura la canzone si presenti giocosa e sbarazzina, essa sottintende invece una critica aspra, a tratti caustica, alle suddette anomalie.

La figura e la carica simbolica del presidente rappresentano il referente politico della critica dell’autore, con quest’ultimo che veste a sua volta le spoglie dell’italiano medio, ed è proprio in questo incontro-scontro di ruoli che si dipana la trama e la struttura trifasica della canzone; si passa infatti da una fase iniziale di fiducia (…io le credo…come no!) a una intermedia dove questa viene meno (…lei mi crede…non lo so!), per finire con una postura finale di sfiducia nei confronti del rappresentante politico (…io le credo…forse no!).

La canzone è pertanto un susseguirsi di allusioni, doppi sensi e giochi di parole che sono un esplicito richiamo al ruolo di responsabilità dei politici in diversi ambiti, da quello sociale (…e pensavo a quanta povera gente che vive di scorte e di auto blu e a chi le scorte invece le ha finite e voglia di ridere non ne ha più..), a quello politico
sulla questione dei migranti (…quest’Italia che ha perso in fretta la memoria e che vorrebbe cancellare con un gommone la propria storia…), a quello socio-economico riguardante il problema dell’eccessiva tassazione in Italia (…ma non capisco signor Presidente chi paga le tasse ma è triste perché…forse ha bisogno di un po’ di evasione, quando lo Stato tiene tutto per sé?..).

La vis polemica presente nel brano assume poi i contorni di una critica acerba su altri temi di triste attualità (…abbiam bisogno di una vacanza, almeno un ponte che duri un po’, altrimenti prima o poi crolla, lo so…), (…son precario permanente, è tre notti che non dormo, ma un portaborse non ce l’ho…), mitigata solo in parte dal gioco linguistico. Su YouTube è inoltre disponibile il video della canzone, girato interamente nell’altopiano di Bitti grazie al regista ittirese Pietro Mele.